Se quest’anno vuoi sorprendere davvero a tavola, dimentica il solito menù tradizionale e prova qualcosa di diverso: il ramen con uova marinate, una...
Resistenza: delivery, take away, home made. Il cibo post Covid
Il food da quarantena. Come sono cambiate le nostre abitudini alimentari e di consumo nei mesi di restrizioni dovute alla pandemia? C come Covid ma anche come complessità, cucina, consumi, casa, cambiamento e creatività imprenditoriale. Il cibo dei giorni inattesi vissuto dalle cucine di casa, dalle cucine dei ristoranti e dalla grande produzione.
Nuovi sensi: la riscoperta delle mani, la fiducia negli occhi
Delivery, home made food, attenzione maggiore alle etichette, qualità dei prodotti e tecniche antispreco. La pandemia ha colpito il mondo del cibo, dalla produzione alla distribuzione e dalla trasformazione ai servizi di ristorazione. La necessità di garantire la sicurezza in ambito sanitario ha generato una grande insicurezza nell'economia legata all'ambito food. I dati sul cambiamento degli italiani a tavola è diventato perciò subito oggetto di indagine. Doxa, Fondazione Umberto Veronesi, CNA, Demopolis e diversi altri istituti di ricerca hanno individuato il senso degli italiani per il cibo oggi. Un nuovo set di sensi. Riscoperti o totalmente nuovi.
Hai scoperto abilità che non credevi d'avere e hai guardato con interesse e dato fiducia a settori della ristorazione a cui forse non avevi mai prestato attenzione. Molto è cambiato sulle nostre tavole e il mondo del food è diventato lente di osservazione della complessità sociale ed economica del momento. Mentre sfogli un vecchio libro di ricette scrivi al tuo ristoratore di fiducia per ordinare la tua cena. E dal tuo e-commerce preferito compri farina, spezie e quel latte di cocco indispensabile alla tua ricetta fusion. Mentre la pandemia ha reso obbligatorio un cambiamento, i consumatori e gli operatori del food hanno esibito intraprendenza, coraggio e creatività. Hanno creato alternative al caos e hanno ridisegnato il mondo del food. Guardiamo da vicino.
Resistenza creativa: nuovi servizi, nuove abilità
Take away e consegne a domicilio per ricordare insieme le serate organizzate dai locali. L'utilizzo del servizio di take away è salito vertiginosamente nei mesi di quarantena imposti a seguito dell'emergenza sanitaria mondiale. Una ricerca condotta Fine Diners Lovers ha evidenziato come il 33% in più degli italiani ha utilizzato il delivery in questi mesi di pandemia. Tutti gli operatori di settore, dai produttori diretti, ai negozi locali, ai ristoranti hanno modificato in modo rapido e differenziato le proprie abitudini di vendita. Sono nati tantissimi e-commerce; è stato attivato il servizio di consegna a domicilio e da asporto, sono nate collaborazioni tra produttori.
Nell'ambito locale questo aspetto consolida la fiducia tra commercianti e consumatori. La tracciabilità dei prodotti locali e di filiera ha ottenuto una straordinaria attenzione, aspetto immediatamente verificabile nell'acquisto più ampio di prodotti a km 0 e di prodotti certificati per la qualità locale. Il successo delle farine da grani antichi come della pasta conferma il trend.
Le abitudini di acquisto dimostrano una maggiore consapevolezza da parte dei consumatori nella scelta dei prodotti e nella volontà di verifica informazioni su prodotti e provenienza prima di concludere gli acquisti.
Al di là degli influencer, ogni casa è diventata un po' cucina, luogo di sperimentazione e creatività nell'ambito del food. Ma soprattutto è diventata luogo di cultura culinaria. Il 60% degli italiani ha visto crescere le proprie abilità in cucina poiché ha appreso tecniche nuove: il 39% le ha apprese seguendo il proprio chef/influencer preferito. La professionalità è punto centrale: il fai da te è divertente ma il 59% dei nostri connazionali pensa che saranno i professionisti del food a trainare la risalita del settore. E la mancanza delle uscite settimanali è una vera e propria saudade.
Ripresa e mancanze. L'attesa per ripartire
La sofferenza del settore food è avvertita dall'utente soprattutto nella perdita della convivialità. Il 40% degli intervistati soffre l'assenza dei momenti legati alle occasioni di pranzo o cena fuori casa. Questo dato va letto in relazione alla grande fiducia che i consumatori assegnano ai ristoratori: il 69% valuta come sicuri locali e ristoranti. L'alternativa alle serate fuori è certamente il take away. Per il consumatore è anche mezzo di sostegno alle imprese locali e parte del sentirsi comunità in un momento difficile.
La convivialità del gruppo di amici ha visto però crescere la condivisione di spazi e tavola con la famiglia. La cucina di casa si sovrappone al luogo di gioco e di didattica alimentare. Illustratori, influencer e chef hanno adattato le loro rubriche agli spazi di casa. Coinvolgendo soprattutto i più piccoli. Lo sanno bene l'illustratrice Benedetta Cuomo e lo chef Francesco Reina, autori del libro " L'evoluzione del bruco Melino. Ricette per bambini e genitori molto golosi ".
Gli esperimenti di adattamento creativo hanno dimostrato un grande desiderio di resistenza che può essere, nell'immediato futuro e nel ritorno a normali abitudini di vita, stimolo e qualità aggiuntiva per servizi e commercio. Ti è venuta fame?
Corri tra le corsie della nostra dispensa digitale: sarà certamente d'ispirazione!