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Food Still Life. L'estetica intimista della Food Photography di Filippo Verova
Food Still Life. Invitante, suadente, carnale: la food photography è l'altro modo di immaginare il piacere legato al cibo. Immagine e profumo, prima di assaggio, prima di sensazione tattile.
Invisibile nell'accezione maniacale dei food influencer. Totalmente assente tra le pagine di #foodporn instagram ripetute a centinaia. L'arte del cibo e la ritualità dell'incontro tra sapore e gola, pietanza e palato è forma d'arte. È sguardo che diventa carne. Performante, perlocutoria. Oggi raccontiamo il food still life con Filippo Verova, fotografo, docente di Fotografia, maestro di sguardo e autore degli scatti per la linea dei Panettoni Artigianali Brigand, fiore all'occhiello delle linee Fusioneat. Un caffè intervista speciale per definizione.
Parliamo di fotografia e cibo. Quale emozione ritrovi in te mentre costruisci un progetto fotografico dedicato al food still life?
Ogni progetto fotografico è l'incontro di due intenti, di due visioni. C'è il committente, la sua idea del prodotto, il suo bagaglio di immagini, il background culturale e il suo obiettivo materiale. Cosa deve dire il prodotto? Qual è lo scopo della campagna? Queste domande incontrano la mia visione estetica. La Campagna dei Panettoni Artigianali Brigand è uno still life puro, in cui l'eleganza dl bianco è predominante. Il marchio Brigand, eco della forza espressiva dei briganti e il prodotto realizzato con materie prime esclusivamente del Sud Italia hanno richiamato tappeti fotografici realizzati con taglieri in legno e vecchie ante. Una nota vintage e destrutturante nel bianco cool scelto per contenere e dare risalto all'immagine del prodotto Brigand del mio servizio fotografico.
Qual è l'aspetto che ami di più del tuo lavoro declinato nella food photography?
Certamente la possibilità di fermare nello scatto una bellezza piena. Con gli occhi, prima anche attraverso gli altri sensi si mangia e si assapora una bevanda. Lo studio della luce è determinante nella Food Photography: gli scatti devono catturare un prodotto bello in maniera oggettiva, reale, vivida. Devono descrivere il prodotto in modo chiaro, immediato, dettagliato. La realizzazione delle immagini raggiunge la vista degli utenti e deve colpire i loro sensi in modo diretto e totale. Il lavoro di post produzione inoltre deve essere minimo. Lo scatto, la macchina e la tecnica sono la quasi totalità del potere seduttivo di una campagna fotografica.
Un lavoro incentrato sullo sguardo ma anche sulla memoria privata di autore e committente. Com'è stata l'esperienza sul set per il servizio dei Panettoni Artigianali Brigand?
Gli scatti per Brigand hanno coinvolto due delle mie passioni che si sovrappongono e si completano spesso nel mio lavoro: la cucina e la pittura. Entrambe attingono a un immaginario molto intimi e fanno appello a una intimità indispensabile anche per ricreare l'emozione di fondo di ogni scatto. Così le immagini contengono il ricordo degli odori di casa, delle persone che mi hanno ispirato nella vita e mi hanno dato modo di immaginare sempre un tipo di fotografia che non può essere sterile perché è carnale, sensuale, intimista. È ricca di luce e sulla luce ricama. La luce e la pienezza a cui guardo fin da bambino, da quando ho iniziato a dipingere e fin da bambino ho amato Caravaggio. Perciò ricerco questo connubio di passioni che con la loro potenza incontrano anche un immaginario collettivo e diventano icone, mezzi di condivisione emozionali.
Il cibo è diventato centrale nella quotidianità. Molto spesso attinge e viene interpretato con modalità e terminologia attinte da ambiti come la moda o l'arte. Esistono food influencer, canali tematici totalmente dedicati. È possibile invece guardare al cibo attraverso una sua intellettualizzazione?
Credo sia indispensabile, in relazione al background culturale di ogni autore. Nel mio lavoro provo a riprodurre gli odori, il profumo delle pietanze e la sensazione di pienezza legata all'idea di cibo. Mentre i format televisivi ci riportano a ambienti spesso asettici, enormi e freddi, il mio concetto di cibo e poi di food photography si rifà all'intimità della cucina, a uno spazio di profumi che è già uno spazio di memoria, di rievocazione di una memoria olfattiva che è potente in modo coinvolgente e lo è prima ancora dello sguardo e degli alti sensi. Raccontare un momento di pienezza, intimistico, è poi una operazione di intellettualizzazione tanto più concreta e possibile quanto più ampio e ricco è il bagaglio culturale del professionista.
I tuoi lavori sono esaltazione pura della luce e dell'autenticità del prodotto ma anche scelta attentissima di tratti quotidiani, dai volti alle ambientazioni. Perché?
I volti di prossimità, quelli veri, quelli vicini sono immediatamente riconoscibili come empatici. Invitano a una immedesimazione diretta, senza filtri, senza eccessivi passaggi. È naturale immaginarsi a gustare una prodotto dolciario o una bevanda, quando l'immagine che lo pubblicizza suggerisce in un gioco delle parti inevitabile che si, potrei essere io, a sentire quel profumo ritratto in foto, a gustare quella bevanda. La ricerca della bellezza pura del quotidiano è un altro modo di riuscire a guardare con sensi che superano la semplice osservazione.
Emozione privata, accesso ai ricordi, studio della luce. Le linee da cui è nato il progetto Brigand. Per salutarci e per un consiglio in anteprima, quale tra tra i gusti di Panettone Artigianale della linea, tra cui compaiono Classico, Pistacchio, Nocciola e Bergamotto hai scelto?
Io sono un goloso. È una premessa importante che orienta anche il mio lavoro. L'allestimento dei set fotografici mi coinvolge non solo come fotografo ma spesso come chef per i piatti gourmet da utilizzare per gli scatti. Creo ciò che fotografo anche da questo punto di vista! Stavolta è stato più semplice. Erano già pronti! Ho naturalmente assaggiato i prodotti Brigand che ho trovato deliziosi. Ma il mio preferito è senza ombra dubbio il Bergamotto.
Ringraziamo Filippo per il caffè-intervista seguito al backstage per il servizio fotografico realizzato per la linea di Panettoni Artigianali Brigand. Il cibo è molto più che prodotto, molto più che merce. È cultura dello sguardo, educazione visuale e emotiva. Un mezzo di narrazione e interpretazione del tempo e della società.
Filippo Verova Official WebSite
(Tutti gli scatti a corredo dell'articolo sono stati realizzati da Filippo Verova)